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Animali

Riscaldamento globale: gli effetti a catena si abbattono su pinguini e capre

Il riscaldamento globale sta avendo una serie di effetti a cascata devastanti. Avete presente quando urtate una lampada in casa, quella cade sulla tv, la tv finisce nel camino acceso, il camino fa un fumo nero che uccide tutte le piante e per aprire tutte le finestre ti dimentichi dell’arrosto nel forno e la cena è rovinata? Bene, questo è un esempio di effetto domino e da oggi sappiamo che dovranno cadere due ulteriori tasselli: le capre e i pinguini.

Partiamo dai pinguini. Uno studio recente ha osservato i pinguini di Adelia nell’Artico. La maggior parte di loro porta a termine la muta, ovvero quando sostituiscono tutte le piume per prepararsi al lungo inverno, sul ghiaccio marino, lontano dalle colonie di nidificazione.

Bene: che succede se il ghiaccio non c’è più? 195 pinguini studiati nel Mare di Ross dal 2017 al 2019 hanno rivelato che i pinguini vanno a fare la muta, ma alcuni di loro non ritornano. Per la precisione, per ogni 10% di ghiaccio che sparisce, non tornano indietro tra il 2,4 e il 4,8 % di pinguini.

Bene, cioè MALE. Perché mentre i pinguini non tornano vivi dopo la muta nell’Artico spostandoci negli Stati Uniti la situazione non migliora. In un altro studio recente dei ricercatori sono andati a osservare le capre di montagna nel Parco Nazionale dei Ghiacciai, nel Montana, un parco che ha perso l'85% dei suoi ghiacciai dal 1850. Quando si dice che alcuni nomi dei parchi invecchiano male.

Qui, hanno osservato le caprette che si buttano sulla neve e hanno analizzato diversi parametri tra cui la frequenza respiratoria e il numero di scuotimenti di orecchie. Già. Più le scuotono e più sono infastidite dai parassiti. Così facendo hanno scoperto che le capre si piazzano sulla neve non solo per cercare refrigerio, ma anche per eliminare i parassiti. E cosa succede se le chiazze di neve scompaiono? Addio caprette. Divorate dalle zecche.

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